Consigli di lettura n.15 dicembre

daniela.santroni | dicembre 5th, 2012 - 15:28

Book Caffè Primo Moroni – Via Quarto dei Mille 29 (PE) – Tel. 085.4429521

 

I consigli di lettura della settimana:

Educazione di una donna di Elisabeth Percer

Americana di Autori vari

Non mi sei piaciuto di Chester Brown

Racconti gastronomici di Autori Vari


 

 

Elisabeth Percer “Educazione di una donna” Neri Pozza 17€

Il Wellesley College, nel Massachusetts, è uno dei più prestigiosi college femminili americani. Con la sua architettura gotica, i suoi archi e i suoi giardini, il campus esercita un fascino irresistibile sulle giovani donne consapevoli della propria intelligenza. Persino Rose Kennedy, la matriarca d’America, la madre di JFK, ambì a respirare il romanticismo e il pathos che aleggiano tra le sue mura.
In un angolo appartato del campus vi è una casetta in stile Tudor, un rifugio incantato che si adatta perfettamente agli edifici gotici circostanti. È il luogo di ritrovo delle Shakes, le temute e riverite ragazze della Shakespeare Society.
Ogni tanto le Shakes mettono in scena opere del Bardo alle quali invitano la preside e altre autorità del campus. Tuttavia, simili inviti hanno il solo effetto di accrescere il sospetto del college nei loro confronti, dato che ragazze che interpretano uomini in preda ad angoscia, tradimenti e dubbi, in una forma arcaica della lingua inglese, non sono certo un bell’esempio di decoro e compostezza.
Le Shakes si curano però poco del giudizio altrui. Sono a Wellesley dalla fondazione del college, esattamente dal 1877. Centodiciassette anni trascorsi a osservare le proprie cerimonie iconoclastiche, a unire le loro voci nei versi di Shakespeare per temprare il loro valore di giovani donne dedite all’arte, alla poesia e alla conoscenza.
Sensibile fino all’estremo, incapace di trascurare anche per un solo istante coloro che ama, triste per l’impossibilità di avere accanto Teddy, il suo amico del cuore, Naomi Feinstein mette piede al Wellesley college e, con sua somma sorpresa, diviene quasi subito una Shake, un’appartenente all’élite di Wellesley, al ristretto gruppo di cinquanta invidiate ragazze. Accade tutto per volontà del destino: Naomi salva dalle acque ghiacciate del lago Waban una delle Shakes; viene iniziata alla Società con un rituale vecchio di un secolo sotto un ritratto lacero del Bardo; diventa l’amica più stretta della bella Jun, altezzosa Shake ed elegante giocatrice di tennis.
Come in ogni educazione che si rispetti, tuttavia, anche per Naomi è in agguato la sfida con le svolte inaspettate e maligne della sorte.
Un tradimento per sconfinata gelosia mette in discussione il Codice d’Onore del Wellesley College e trascina nella vergogna l’amica del cuore: la bella, intoccabile Jun, studentessa d’eccellenza in mezzo a studentesse d’eccellenza.

 

Affermata poetessa, Elizabeth Percer ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti dalla Sargent Dorothy Rosenberg Foundation ed è stata tre volte finalista per il Premio Pushcart. Ha ricevuto un Bachelor of Art in inglese da Wellesley, un dottorato di ricerca in educazione artistica presso la Stanford University, e ha completato una borsa di studio post-dottorato a Berkeley. Le sue pubblicazioni sull’arte e la scrittura sono state apprezzate a livello internazionale. Vive in California.
Il suo sito è www.elizabethpercer.com

 


AA.VV. “Americana” Il Saggiatore 29€

Ci sono motel, grattacieli, diner, drive-in, fast food, ponti, parchi, battelli a vapore. Ci sono metropoli, ghetti, piccole città e città fantasma. Ci sono treni, taxi gialli e aquile solitarie. Ci sono orsi, orsetti, trote e alligatori. Ci sono toffolette, apple pie, hamburger e hot dog, ziti e zeppole. Ci sono cowboy, telepredicatori, wobblies e flappers, quaccheri e mormoni. Ci sono Peanuts, Simpson, Barbie, nerd, supereroi e ufo. Ci sono i re Elvis e Michael, Charlie Parker, Dolly Parton e Billie Holiday. Ci sono Hollywood e Broadway, Dallas e E.R., Walker Evans e Edward Hopper, Dean Moriarty, Huck Finn, Gatsby, Achab e Rossella. E poi femministe tenaci, capi tribù, intellettuali radical, esploratori coraggiosi, scienziati visionari… Ma anche ammutinamenti di schiavi, massacri di indiani, battaglie coloniali, guerre sanguinose, lotte operaie, movimenti di protesta, scandali politici, armi, stragi, catastrofi ambientali. L’avete riconosciuta? È l’America che avete sognato nei film, letto nei romanzi, ascoltato nel rock e nel blues, amato di un amore totale oppure odiato senza riserve: l’avete vista, fotografata, perduta, ritrovata. È l’America delle grandi città, certo, ma anche delle isole, dei luoghi isolati e sperduti, delle «cinture» della Bibbia e del cotone, delle aree postindustriali e postminerarie. È l’America dei deserti e del Mississippi, delle praterie e della Silicon Valley, della Route 66 e di Roswell, delle frontiere di ieri e di oggi. Ma poi, che cos’è l’«America»? Da che parte sta? A queste domande cerca di rispondere Americana, dizionario atipico di più di trecento voci a stelle e strisce. Non per tracciare un’impossibile cartografia definitiva degli Stati Uniti, non per «dire tutto» sull’America, ma per cogliere e interpretare l’affascinante, e a volte disturbante complessità di un paese-mondo, attraverso storie note e meno note, singolari ed emblematiche, reali e mitiche.

Mario Maffi ha insegnato Letteratura e cultura angloamericana all’Università di Milano. È autore di numerose pubblicazioni, fra cui: Tamigi. Storie di fiume (il Saggiatore, 2008), Mississippi. Il Grande Fiume (il Saggiatore, 2009), New York. Ritratto di una città (Odoya, 2010), Londra. Ritratto di una città (Odoya, 2011).

Cinzia Scarpino è ricercatrice di Cultura angloamericana all’Università di Milano. Ha pubblicato saggi di narrativa americana contemporanea (R. Carver, G. Paley, D. DeLillo) e di storia ambientale. Si occupa inoltre di serie tv (I Soprano e gli altri, curato con Donatella Izzo, Shake, 2008). Per il Saggiatore è uscito US Waste. Rifiuti e sprechi d’America (2011). Fa parte della redazione di Ácoma.

Cinzia Schiavini svolge attività di ricerca presso la cattedra di Cultura angloamericana all’Università di Milano. Si occupa di geografie culturali e di narrativa di viaggio. Ha pubblicato Sulle strade d’America. L’autobiografia di viaggio statunitense contemporanea (Shake, 2011) e saggi su Melville, Poe, H. Roth, J.D. Salinger, T. Williams. Fa parte della redazione di Ácoma.

Sostene Massimo Zangari è dottore di ricerca in Anglistica, con specializzazione in Letteratura degli Stati Uniti. Il suo interesse principale è la produzione letteraria dei gruppi etnici americani e ha pubblicato saggi su Melville, R. Wright e M. Gold. Collabora con la rivista Enthymema.

 


Chester Brown “Non mi sei piaciuto” BLACK Velvet 12€

I never liked you (titolo originale di questo libro) racconta uno dei periodi più traumatici dell’autore: attraverso una serie di brevi episodi che ripercorrono la sua adolescenza, ritrae le difficoltà di relazione con tre ragazze, tutte innamorate di lui in modo diverso, e il rapporto conflittuale con la madre, una donna molto rigida e religiosa che cade progressivamente preda della schizofrenia.
Un vero romanzo grafico che non mancherà di colpire per lo stile narrativo dilatato e sintetico, che riesce a denudare i sentimenti contrastanti che muovono tutti i personaggi. Un libro che, dopo le innovazioni portate dalla “New Wave” inglese di Moore, Gaiman, Morrison & Co., allarga i limiti del medium fumetto e dimostra come possa realmente essere usato per raccontare storie toccanti e profonde.

 

Chester Brown è nato a Montreal (Canada) il 16 maggio 1960 ed è cresciuto nella vicina Chateauguay. A 19 anni si è trasferito a Toronto dove trovò un lavoro per mantenersi, mentre alla sera e nei fine settimana affinava le sue doti di disegnatore . Nel 1983 iniziò ad auto-pubblicare i suoi lavori attraverso il mini-comic Yummy Fur. Questi albi attirarono l’attenzione di molte persone e nel 1986 la casa editrice Vortex Comics lo contattò per pubblicare la sua serie. Il primo numero vendette bene e Chester Brown poté lasciare il suo lavoro per dedicarsi al fumetto a tempo pieno. Nelle pagine di “Yummy Fur”, Brown pubblicò a puntate, tra le varie cose, una storia grottesca dal titolo “Ed the Happy Clown”, che fu pubblicata in volume nel 1989 e vinse numerosi premi. Nel 1991 “Yummy Fur” passò alla Drawn & Quarterly di Chris Oliveros, con la quale Chester Brown pubblicò i volumi seguenti: The Playboy (1992), Non mi sei mai piaciuto (1994), considerato dallo stesso Brown come il suo libro migliore, The Little Man: Short Strips, 1980-1995 (1998). Nel 1998 interruppe la serie Underwater (stava serializzando una nuova storia dall’approccio molto sperimentale, nonché il suo adattamento dei Vangeli) per iniziare a lavorare su Louis Riel: A Comic Strip Biography, conclusa nel 2003 e raccolta in volume l’anno successivo. Questo volume è la biografia di un importante patriota canadese e segna un ulteriore cambiamento nel tratto e nell’approccio al fumetto di questo geniale autore.


AA.VV. “Racconti gastronomici” Einaudi 20€

La ricetta è semplice. Prendete alcuni tra i piú grandi scrittori di tutti i tempi. Mescolate la dolcezza di un tetto di marzapane con i morsi della fame di un bambino per le strade di Mosca; la sensualità dei maccheroni alla chitarra con la golosità di una piccola peste che vorrebbe essere Billy the Kid; la pericolosa magia di un «tesoro» passato di madre in figlia con l’intelligenza strabiliante di un reportage dalla fiera dell’aragosta. Aggiungete il potere della letteratura, capace di spalancare mondi partendo dal sapore di una semplice madeleine.
Imbanditi davanti a voi, trentanove racconti magistrali, che parlando di fame e di cibo toccano l’essenza stessa del piacere di vivere.
Perché, come dice Joseph Conrad, il proposito di un libro sulla cucina «è uno e inequivocabile. Accrescere la felicità degli esseri umani».

Adamo ed Eva si giocarono il paradiso per una mela, Esaú vendette la sua primogenitura per un piatto di lenticchie. Da sempre gli scrittori danno da mangiare e da bere ai propri personaggi, perché questi a loro volta nutrano i lettori: i pranzi serviti sulla pagina disvelano, come per incanto, la visione del mondo di chi si mette a tavola. Forse per questo, come dice Aldo Buzzi, lo scrittore che non parla mai di cibo «ispira diffidenza, come se mancasse di qualcosa di essenziale». E gli scrittori presenti in questa antologia parlano di cibo nelle maniere piú diverse. C’è chi come Roald Dahl ci illumina sull’imprevedibile utilità di un cosciotto d’agnello quando finisce un matrimonio. Chi, come David Sedaris, commenta con arguzia irresistibile la sparizione dei ristoranti «normali» a New York, città in cui si serve «il pesce crudo annegato nel cioccolato ». Chi, come Guy de Maupassant, racconta di un giovane italiano che su un treno per la Francia sazia la sua fame grazie a una puerpera. Chi, come Katherine Mansfield, descrive l’infrangersi dell’innocenza di una ragazzina subito dopo un delizioso party in giardino. O chi, come Piero Chiara, nell’invenzione del «fungotrifola » condensa mirabilmente la forza immaginifica della scrittura, il suo saper cogliere e restituire il sapore della vita. Perché se mangiare è un bisogno primario, nutrire lo spirito è la tensione sorgiva della letteratura, e le storie qui raccolte – curiose, commoventi, intense – rappresentano l’esito di questa brama inestinguibile.

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