Scrittori in città

daniela.santroni | ottobre 1st, 2012 - 07:42

Scrittori in città - Book Caffè Primo Moroni

Via Quarto dei Mille 29 – Pe

Giovedì 4 ottobre – h 19.00

SUK OVEST – BANDITI A ROMA di Massimiliano Smeriglio

Incontro con l’autore Massimiliano Smeriglio presentato da Leonardo Olivieri (Libreria Primo Moroni)

L’autore: Massimiliano Smeriglio vive e lavora a Roma. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo, Garbatella combat zone (Voland edizioni). Ha scritto saggi e articoli sulla politica, il sociale, la città e la cittadinanza. Collabora con la rivista «Loop – Cultura e conflitti dentro l’apocalisse». Attualmente è membro del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Per la Provincia di Roma è Assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione. Dal 2001 al 2006 è stato presidente dell’XI Municipio di Roma (Garbatella, Ostiense, Appia Antica).

Il libro: Il Gatto è morto, l’hanno assassinato. Sono proiettili, queste parole, che accolgono Valerio Natali al suo rientro dal Messico dove ha trascorso una lunga latitanza. Massimo Giunti, alias il Gatto, amico fraterno, anche lui della Garbatella, non c’è più. E quello che adesso conta, per Valerio, è soltanto la vendetta: ripartire dall’unico indizio disponibile, il misterioso numero di cellulare digitato dal Gatto prima di morire accoltellato, e ricostruire le sue recenti frequentazioni con faccendieri coinvolti nel colossale business dello smaltimento dei rifiuti. Lente e sofferte come un viaggio nei ricordi, le indagini di Valerio si addentrano nel vecchio quartiere, nell’intrico di strade e vie che hanno il sapore della propria infanzia. È qui che si riunisce la vecchia batteria. Mario, Nicche, Panettone e Papella. E ancora Bracalone, giovane graffitaro e hacker geniale, e Victor, che ha preso una strada diversa finendo per diventare poliziotto. Sono loro gli uomini della Garbatella, cresciuti insieme, che accompagnano Valerio nella ricerca della verità e della vendetta. Insieme a Ramona, tenera escort, che tiene Valerio per mano. La vendetta nella famiglia di Valerio Natali è come un destino, un respiro affannato che da sempre ne appesantisce il cammino. Da quando anche il nonno, partigiano, in una Roma terrorizzata dalla famigerata banda Koch, non riuscì a impedire una morte crudele, lasciandosi poi sfuggire per un soffio il diretto responsabile. Ed è proprio dal passato, dalla storia dolorosa della sua città e del suo quartiere, che Valerio otterrà le risposte che cerca. Con Suk ovest, Massimiliano Smeriglio ci offre non solo un accattivante crime novel, ma una storia che celebra il valore della memoria e dell’appartenenza, capace allo stesso tempo di raccontare il presente e farci gettare uno sguardo sulla nuova, confusa mappa criminale di Roma.

«Chi ha ucciso il Gatto, giovane rapinatore dal coltello facile, e perché? Tocca a Valerio Natali, suo amico da sempre, scoprirlo. Valerio, il cuore di granito della Garbatella, l’eroe di una strada che crede nell’onore e nel rispetto e dalla quale si leva il grido lacerante degli esclusi. Un’avventura febbrile nella Roma di oggi, una metropoli indecifrabile governata dalla legge della violenza, dove fra writers schizzati, sbirri corrotti, tenere escort e avidi squali della politica, affiora il volto antico del male di sempre».

Giancarlo De Cataldo

Il booktrailer del libro <http://www.youtube.com/watch?v=-1CPupMbzzI>

 

Giovedì 11 ottobre – h 19.00

PORTO FRANCO di Francesco Forgione – Baldini Castoldi Dalai

Incontro con l’autore Francesco Forgione presentato da Saverio Occhiuto (giornalista de Il Messaggero)

L’autore: Francesco Forgione, 52 anni, calabrese, è stato presidente della commissione parlamentare Antimafia dal novembre del 2006 fino allo scioglimento anticipato delle camere nel 2008. Dal 1996 al 2006, è stato deputato e capogruppo di Rifondazione comunista all’Assemblea regionale siciliana. Dal 2008 al 2010 ha insegnato Storia e sociologia delle organizzazioni criminali all’Università dell’Aquila. Giornalista e studioso dei fenomeni mafiosi, ha pubblicato, Oltre la Cupola. Massoneria, mafia e politica (con Paolo Mondani, 1994), Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica (2004), Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Immagini miti e misteri della ’ndrangheta (con E. Ciconte, V. Macri’, E. Patti, 2010), Storia Illustrata di Cosa nostra. La mafia siciliana dal mito dei Beati Paoli ai giorni nostri (con E. Ciconte e E. Patti, 2011). Per BCDe, ’Ndrangheta. Boss, luoghi e affari della mafia piu’ potente al mondo (2008) e Mafia export. Come ’ndrangheta, cosa nostra e camorra hanno colonizzato il mondo (2009), tradotto in 18 Paesi.

Il libro: Nel suo ultimo libro, Porto Franco, Francesco Forgione viaggiando tra presente e passato riesce a raccontare con ironia spietata oltre 40 anni di storia calabra e italiana, dai moti di Reggio del ’70, al centro siderurgico inaugurato da Andreotti e mai costruito, fino agli anni dell’ultimo governo Berlusconi. Quasi mezzo secolo in cui la ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro sotto l’egida dei Piromalli ha saputo compiere una grande trasformazione, intrecciando rapporti duraturi con la massoneria, i Servizi deviati e una politica sempre piu’ asservita. Una “repubblica” parallela che incrocia gli anni della strategia della tensione, gli albori della Fininvest in Calabria, la nascita del porto di Gioia Tauro, e arriva alle bombe di Reggio del 2010 e allo sbarco in Lombardia.

Un’intervista a Francesco Forgione: http://www.youtube.com/watch?v=GEKA_6VVYCI

Una recensione del libro

Tante le storie paradossali. C’è il latitante Micciche’ in Venezuela che tratta voti e petrolio con Dell’Utri, e poi compra azioni con una broker in Vaticano che si incontra col cappellano spirituale di papa Wojtyla. C’e’  la Onlus di un prete nigeriano che smercia medicinali per conto dei boss. Ci sono i cinesi che contrabbandano scarpe e vestiti con la cosca Mole’, amici dei Templari – non i cavalieri del Santo Sepolcro, ma i massoni di Roma e San Marino – che a loro volta riciclano milioni della ’ndrangheta tramite fondazioni «umaniste». C’e’  il solito Micciche’ che cerca l’allora ministro Mastella per intercedere per il boss al 41 bis, e parla col ministero come fosse una qualunque segreteria. C’e’ lo stimato commercialista uomo dei Servizi che si vende al boss per pura ammirazione, perche’ quello sì e’ «un vero uomo». C’e’  il giudice erotomane che si vende per qualche escort e un po’ di affari. C’e’  il commercialista Pilello con le mani in pasta in tutta la finanza azzurra milanese con la sua storia partita da una loggia massonica della Piana e ci sono i boss-imprenditori che vivono a Milano che, assieme a consiglieri regionali e giudici calabresi, fanno feste a Roma con il futuro sindaco Alemanno.

Ma il libro ha anche scoop e solleva pesanti dubbi su alcuni servitori dello Stato. Gli scoop riguardano le telefonate fra Micciche’ e Dell’Utri, da cui emerge l’ammissione di Micciche’ di aver truccato e bruciato le schede per il voto degli italiani all’estero nelle politiche del 2008. Ma soprattutto la rivelazione della conoscenza di Micciche’ e la sua cricca di una telefonata segreta tra l’allora premier Prodi e Chavez, in vista della visita ufficiale in Venezuela del presidente della Camera Bertinotti, che Micciche’ tiene sotto controllo facendolo pedinare dal futuro candidato alle elezioni con il partito di Berlusconi. Nessun giudice o autorita’ di polizia ha mai informato la terza carica dello Stato di allora ne’ della conoscenza della telefonata riservata ne’  di essere stato pedinato.

Su questa inchiesta, che ha visto coinvolti oltre ai Piromalli un senatore e vari politici nazionali, Forgione rivolge domande imbarazzanti alla Procura di Roma, competente per i reati all’estero, che ha fermato ogni indagine. E domande imbarazzanti rivolge anche alla Procura Generale di Palermo, che nel 2008 conduceva il secondo grado nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa contro il senatore Dell’Utri, perche’ non ha voluto utilizzare le trascrizioni di intercettazioni da cui emergevano i rapporti con emissari della ’ndrangheta, cambiando forse l’esito della sentenza della Cassazione che ha recentemente annullato la sentenza di Palermo.

Infine Forgione racconta i retroscena delle bombe contro la Procura di Reggio nel 2010, le stranezze degli arresti dei latitanti, le cimici per le intercettazioni  che si accendono a intermittenza, le talpe nella procura e nelle forze di polizia con  il coinvolgimento nelle indagini anche di noti magistrati antimafia. Uno spaccato fosco anche del clima di veleni e di intrecci familiari che dal palazzo di giustizia arrivano fino alle parentele con i boss e rendono Reggio citta’ di frontiera.

 

 

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