Le Imperdibili di marzo

daniela.santroni | febbraio 21st, 2012 - 12:02

GLI IMPERDIBILI – rassegna di cinema d’autore
CINEMA S. ANDREA

Tutti i lunedì
h 16.40 – 18.40 – 21.15

Ingresso € 5
Ridotto soci € 4
Abbonamento soci € 12

Tessera soci 2012  € 5

Tel. cinema 085.4215797 – Tel. movimentazioni 085.4429521

Prima della visione potrai gustare gratuitamente un thé del commercio equo e solidale e un pezzo di torta casareccia!

LUNEDÌ 05 MARZO – TOMBOY

Tomboy di Céline Sciamma con Zoé Heran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, (commedia/drammatico, 84′, 2011, Francia, Teodora Film; Premio della giuria – Teddy Award – a Céline Sciamma al Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2011).

Trama: Laure, 10 anni, è appena arrivata in un nuovo quartiere di Parigi con i genitori e la sorella più piccola, Jeanne. Un po’ per gioco, un po’ per realizzare un sogno segreto, Laure decide di presentarsi ai nuovi amici come se fosse un maschio, Mickaël: il modo in cui si veste e si pettina, l’impeto con cui si azzuffa e gioca a calcio, non sembrano lasciar dubbi sulla sua identità e Mickaël è accettato nella comitiva. L’inizio della scuola però è dietro l’angolo e il gioco dei travestimenti si complica, tanto più che i genitori sono all’oscuro di tutto e Laure/Mickaël ha stretto un legame speciale con la coetanea Lisa…

Perché vederlo: per assistere ad una delicata storia di formazione, nella quale la protagonista è una bambina che decide di presentarsi al mondo con un aspetto maschile. Spontaneità, ironia – e nessun moralismo inutile – per raccontare di un’estate da adolescenti vissuta sotto mentite spoglie. Una scelta che avrà delle conseguenze, ma non legate strettamente ai soliti pregiudizi.

LUNEDÌ 12 MARZO – LE STELLE INQUIETE


Le stelle inquiete di Emanuela Piovano e con Lara Guirao, Fabrizio Rizzolo, Isabella Tabarini, Dil Gabriele Dell’Aiera (drammatico 87′, 2010, Italia, Bolero Film).

Trama: un magico interludio estivo si offre a una giovane donna di fama in un momento triste della Storia quando lei accetta con riluttanza l’invito di una coppia di piccoli proprietari terrieri nel sud della Francia. Ispirato a un vero episodio della breve vita della carismatica filosofa francese Simone Weil, il film narra le vicende del suo incontro con il suo ospite, Gustave, il filosofo contadino, che più tardi pubblicherà uno dei suoi più famosi manoscritti. Simone, Gustave e sua moglie Yvette vivono un’intimità unica e preziosa, dove l’attrazione, la complicità e la gelosia, lasciano posto all’amore e alle risa e il potere della pura gioia sembra per un attimo fermare il tempo nella Francia occupata; Globo d’Oro “Film da non dimenticare” 2011.

Perché vederlo: per non perdersi un film che getta nuova luce sulla personalità e sulla tormentata vita della famosa filosofa francese, Simone Weil, che durante l’occupazione nazista sperimentò per prima la catena di montaggio.

LUNEDÌ 19 MARZO – E ORA DOVE ANDIAMO?


E ora dove andiamo? (Et maintenant, on va où?) di Nadine Labaki e con Nadine Labaki, Claude Baz Mussawbaa, Leyla Hakim, Yvonne Maalouf (commedia/drammatico/musicale 100′, 2011, Francia/Libano, Eagle Pictures)

Trama: sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall’altra. Unite da una causa comune, l’impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa

Perché vederlo: la bella e affascinante regista di ‘Caramel’ torna nelle nostre sale con un’altra straordinaria storia di donne, che affronta un tema impegnativo come quello delle differenze di culto, ma con ironia e in modo pungente. Anche in questa occasione la Labaki è interprete principale della pellicola.

Curiosità: il film è stato in parte girato nel villaggio di Taybeh, in cui realmente convivono una comunità cristiana e una musulmana, e in cui la chiesa si erge accanto alla moschea come nel racconto. Il musicista Khaled Mouzanar, autore delle musiche dei film Caramel ed E ora dove andiamo?, è anche il marito della regista Nadine Labaki. In entrambi i film lavora come costumista e attrice anche Caroline Labaki, sorella della regista.

LUNEDÌ 26 MARZO – IL SENTIERO


Il sentiero (Na Putu) di Jasmila Zbanic e con Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic (drammatico, 100′, 2009, Germania/Austria/Bosnia-Herzegovina/Croazia, Fandango; Nomination Migliore attrice europea – Zrinka Cvitesic – all’European Film Awards 2010)

Trama: Luna e Amar, giovane coppia di innamorati, fanno del loro meglio per superare gli ostacoli inaspettati che minacciano la loro relazione. Luna perdona al marito le nottate passate a bere, ma Amar viene sospeso dal suo posto di lavoro. Rifiuta perentoriamente l’offerta di terapie psicologiche per curare la dipendenza dall’alcol. La coppia si trova di fronte ad una nuova sconfitta quando, dopo due anni di tentativi per avere un bambino, non ha altra scelta che procedere all’inseminazione artificiale. Amar trova lavoro come insegnante di informatica grazie all’incontro con Bahrja, un vecchio amico dei tempi della leva militare, che nel frattempo è diventato un musulmano ortodosso…

Perché vederlo: la regista Jasmila Zbanic, che il pubblico italiano già conosce per il drammatico ‘Il segreto di Esma – Grbavica’, stavolta dirige un nuovo dramma che si evolve su una coppia costretta a confrontarsi con gli aspetti più estremi della religione islamica.

Curiosità: il titolo originale de Il sentiero, Na putu (tradotto in inglese in On The Path) nella lingua bosniaca ha l’accezione di “essere in cammino verso una meta”. La regista Jasmila Zbanic spiega che l’espressione può assumere anche un significato spirituale, e che nel film si riferisce al cammino d’amore e di vita dei due protagonisti. Inoltre, la stessa espressione può essere usata anche per riferirsi a una donna incinta, in quanto lo stesso bambino è “in cammino” verso la nascita.

 

 

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