Giuria popolare di Scanno Natura Doc

daniela.santroni | settembre 7th, 2011 - 16:59

SPARTA e Movimentazioni ti invitano a partecipare alla giuria popolare di
SCANNO NATURA DOC
EFFETTO UOMO
3° Festival del documentario naturalistico italiano
Sezione CONCORSO – Documentari in competizione

Tutti gli amanti della natura e del cinema possono diventare giurati e contribuire ad assegnare i premi dell’edizione 2011 di Scanno Natura Doc votando il documentario migliore.
E’ richiesta solo la disponibilità ad essere presente a tutte le proiezioni e ad esprimere il proprio voto.
Vi chiediamo di iscrivervi direttamente presso sparta oppure inviando nome, cognome e cellulare a: movimentazioni_pe@email.it
Info festival: www.scannonaturadoc.com

Le proiezioni si svolgeranno presso SPARTA
Circolo Aternino – Piazza Garibaldi – Pescara
MA 13 sett
h 21.00 – 23.00
1. GENTE D’ALPE
di Giovanna Poldi Allai, Filippo Lilloni, Sandro Nardi
ITALIA, 2010 / DURATA: 42′
PRODUZIONE: INDIOVISIVO
L’Alpe è un mondo che lascia pieni di meraviglia per la bellezza dei luoghi, delle persone, degli animali; ispira dolore per l’abbandono che attraversa e fiducia e speranza nella forza vitale che segretamente nutre. La Gente d’Alpe ci ricorda, con le scelte, le parole, i gesti, poche verità fondamentali: gli uomini nascono liberi e integri; le leggi naturali favoriscono la vita e perdurano, mentre quelle degli uomini spesso sbagliano e sono soggette a mutevolezza; gli animali vivono da sempre con gli uomini, sono indispensabili e ci ricordano qual è il nostro posto sulla terra. Anche in circostanze non favorevoli, la Gente d’Alpe s’ingegna, si adatta, sopravvive senza garanzie ai margini della storia.
2. TRA TERRA E CIELO
di Joseph Pèaquin
ITALIA, 2010 / DURATA: 70’
PRODUZIONE: DOCFILM
Di fronte al grande progresso della farmacologia, la medicina popolare sembra davvero poca cosa. Eppure sempre più persone cercano rimedi alternativi. Andando oltre il business del naturale, si arriva a persone vere che conoscono perfettamente i segreti della medicina popolare. Persone che stanno attente a cosa mangiano e valorizzano l’orto di casa. Persone che conoscono e sentono la natura che li circonda in un modo non dissimile dagli indigeni di una foresta africana. Persone che riflettono sui concetti di malattia e di cura, sul senso della vita e della morte.

ME 14 sett
h 21.00 – 23.00
3. SENTIRE IL MIO PASSO SUL SENTIERO
di Carlo Prevosti, Jacopo Santambrogio
ITALIA, 2010 / DURATA: 50’
PRODUZIONE: MILANO TREPUNTOZERO DON’T MOVIE FACTORY
La vita quotidiana e le testimonianze di persone che hanno scelto di ritornare alla montagna; un micro-fenomeno inverso rispetto allo spopolamento delle aree montane e rurali. Incontri con scelte esistenziali, dettati da fattori diversi, ma unite da un unico fine: trovare una risposta partendo dalla natura. L’intento comunicativo del lavoro vuole percorrere sentieri alternativi, ma riconducibili a un’unica meta: un progetto di ricerca.
4. LANGHE DOC
di Paolo Casalis
ITALIA, 2011 / DURATA: 52’
PRODUZIONE: STUFFILM CREATIVEYE
Un pastore, un produttore di pasta artigianale, una produttrice di vino.
Tre personaggi, tre eretici perchè pensano e agiscono in modo diverso, tre storie per raccontare un unico territorio, le Langhe, e le sue trasformazioni.
Sullo sfondo, il degrado del nostro Paese, l’ Italia dei capannoni, secondo la definizione data nel film da Giorgio Bocca.
Quelle di Maria Teresa Mascarello, Silvio Pistone e Mauro Musso sono storie di chi ha intravisto un futuro che non gli piaceva e lo ha rifiutato.
Piccole sfide in cui tuttavia è possibile intravedere una dimensione ben più ampia. Sfide ancora aperte, non ancora del tutto vinte e che forse non lo saranno mai: loro si muovono in una direzione, il mondo in un’altra, del tutto opposta.
5. CARNIA MONTE ROSA: IL MIO MITO E’ SYLVAIN SAUDAN
di Giampaolo Penco
ITALIA, 2010 / DURATA: 30’
PRODUZIONE: VIDEOEST
Sylvain Saudan è l’iniziatore dello sci estremo. Luciano De Crignis l’ha sempre avuto come punto di riferimento. Entrambi montanari, uno svizzero, l’altro carnico, hanno sviluppato un rapporto di rara intensità con l’ambiente che sfidano. Sono due persone abituate a vivere senza fare compromessi, abituate a fare solo quello in cui credono. Luciano vuole rifare con Fabio Iacchini, di 15 anni più giovane di lui, una delle prime grandi discese di sci estremo, il canalone Marinelli sul Monte Rosa, percorso nel 1968 da Saudan. E’ il 1999, Saudan ha 62 anni, De Crignis 47, Fabio Iacchini poco più di 30. Si danno appuntamento a Macugnaga per ripetere l’impresa: nonostante sembri tutto facile, molte cose vanno storte. Tre generazioni, tre culture e tre modi diversi di vivere la montagna si ritrovano a confronto.

GIO 15 sett
h 21.00 – 23.00
6. VAL GRANDE: MAPPA PER UN VIAGGIO IMPOSSIBILE
di  Nicola Piovesan
ITALIA, 2010 / DURATA: 50’
PRODUZIONE: IMAGO ORBIS, CHAOSMONGER STUDIO
Il film testimonia il fascino del silenzio che regna sovrano passeggiando per i sentieri desolati della Val Grande. Un luogo che sembra isolato dal mondo civilizzato, pur essendo a pochi chilometri dalle più importanti città del Nord d’Italia. Dovunque alpeggi abbandonati da decenni, sepolti nella vegetazione e riemersi dalle storie di chi li viveva, come resti di un’antica civiltà perduta. Attraverso le testimonianze degli abitanti dei paesi limitrofi che mezzo secolo fa popolavano gli alpeggi, e di chi oggi li frequenta abitualmente, il documentario approfondisce le sensazioni che il silenzio e l’abbandono di queste terre comunicano, giungendo, infine, a sondarne gli aspetti spirituali, lasciando spazio alla suggestione delle immagini e dei racconti.
7. PARADISO RITROVATO – LA PARABOLA DEL GIARDINIERE NATURALE
di Patrizia Marani
ITALIA, 2009 / DURATA: 52’
PRODUZIONE: ANTHROPOS FILM
Scascoli, provincia di Bologna, appennino emiliano. Gabriella, ex attrice e appassionata di giardinaggio, oltre che seguace dell’agricoltura naturale, ha un sogno: riuscire a proteggere l’ambiente, partendo dal suo giardino di un ettaro. Ha creato quindi un vero e proprio santuario di specie vegetali rare o estinte, offrendo nello stesso tempo anche alle piante più umili e spontanee lo stesso spazio e cura di quelle più nobili e coltivate. La donna porta avanti così, con determinazione e tenacia, una battaglia delicata, ma importante per la conservazione della biodiversità, convertendo alla coltivazione naturale migliaia di visitatori da tutte le parti del mondo.

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